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Intervista a Fabio, manager della discoteca Bodega a Cork

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Abbiamo intervistato Fabio Gamberini, ragazzo italiano di 30 anni proveniente da Bologna. Fabio vive da qualche anno a Cork dove ha dato inizio alla sua carriera. Ora lavora come manager per il Bodega, una delle discoteche più apprezzate e famose della città. Qui pagina Facebook e sito ufficiale del locale.

  • Ciao Fabio, da quanto tempo vivi a Cork e quali sono stati i motivi di questa scelta?

Arrivai a Cork circa quattro anni fa. Venni qui perché un mio amico lavorò per tre mesi presso un ristorante, che si trova proprio accanto al Bodega. In poco tempo lui fece un bel po’ di soldi e poi se ne andò in India. Così mi dissi “beh, lo faccio anch’io!“. In realtà per me qualcosa fu diverso perché come vedi sono ancora qui…

  • Di cosa ti occupi precusamente qui al Bodega?

Iniziai come lavabicchieri, o come si dice qui “glass collector“. Un tipo di mansione che in Italia non avevo mai avuto modo di notare, per essere sincero. Feci così la mia esperienza. Divenni bartender, poi supervisore, in seguito assistant-manager e ora manager. Adesso mi occupo delle relazioni con il pubblico, di assunzioni e licenziamenti del personale, della sicurezza, di mantenere il locale nelle migliori ccondizioni possibili. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da fare, ma la verità è che io qui mi diverto… e vengo anche pagato!

  • Ci puoi raccontare di quanto sia multietnica Cork?

Cork è assolutamente incredibile da questo punto di vista. Essendo una città universitaria ci sono moltissimi giovani studenti che si trasferiscono qui e naturalmente tanti ex-studenti che magari si sono creati una famiglia. Quando sono arrivato non sapevo una parola di spagnolo o di francese, lavorando in una discoteca ho dovuto imparare! Per me è stata una fatica e un piacere allo stesso tempo. Direi che questo può dare un’idea di quanto sia multietnica Cork: conoscere le lingue qui è fondamentale. Non solo per quanto riguarda l’inglese. Come dico ai miei amici: se non sai l’inglese a Cork puoi sopravvivere, ma se non sai lo spagnolo forse no…

  • Collegandoci al tema delle lingue, quanto pensi sia importante l’inglese per aprirsi una strada nel mondo del lavoro in Irlanda?

Dipende dalla forza di volontà. Nel lavoro che faccio mi capita di assumere ragazzi appena arrivati che non conoscono una parola d’inglese, così come persone che arrivano e sono già “fluent“. Da parte mia quando sono arrivato avevo il vantaggio di conoscere l’inglese abbastanza bene, il che ha facilitato la mia carriera.  La voglia di impegnarsi e mettercela tutta è quello che fa la differenza. Ci sono ragazzi che arrivano senza conoscere il significato di “yellow” o di “red” e in poco tempo, con un po’ di sforzi, imparano a capire e farsi capire. In breve, non è assolutamente necessario avere un inglese perfetto per trovare lavoro… specialmente qui a Cork dove l’accento è… particolare.

  • Quali sono le differenze tra un locale irlandese come il Bodega e le discoteche italiane? 

    Il Bodega

Le differenze sono piccole e grandi allo stesso tempo. Perché la gente viene in discoteca? Qui come nel resto del mondo lo fa per divertirsi, per trovare compagni, per sesso, per amicizia. Ma una differenza sostanziale tra Italia e Irlanda è dettata dalla legge. Qui i locali devono chiudere alle 2 di notte, mentre in Italia puoi trovare qualcosa aperto anche alle 6 del mattino.

Inoltre la mia idea è che il concetto di “discoteca” in Irlanda sia un po’ quello di un “pub esteso“, in Italia abbiamo una visione più simile a quella della Spagna, alle discoteche di Ibiza per fare un esempio. Per gli irlandesi una discoteca è semplicemente un pub molto grande dove puoi ballare e bere fino alle 2 di notte.

  • Ci puoi raccontare come ti sei conquistato le tue opportunità? Qual è il segreto del tuo successo?

Non ne vado molto orgoglioso (ride). Il segreto è che sono un buon bevitore e mi sono ubriacato spesso con i miei superiori, così mi hanno preso in simpatia! Ma in realtà devo dire di aver sempre lavorato sodo. In sostanza, i segreti del successo sono stati diversi: divertirmi tanto, essere sempre onesto (nonostante sia italiano!) e lavorare duro anche quando sembrava non ce la potessi fare. Forse proprio avere un buon rapporto con i miei superiori mi fa mettere quel 10% in più ogni volta che c’è da portare a termine un compito difficile. Senti che vuoi aiutarli, anche se magari stai morendo di postumi perché la notte prima hai bevuto 100 vodka-lemon!

  • Avevi esperienza in questo settore prima di trasferirti?

Sono un forte bevitore e lo ero anche in Italia, ma non avevo mai lavorato in un pub. Facevo il grafico per Repubblica e il Corriere della Sera. Devo ammettere che anche adesso, dopo quattro anni, non sono un gran bartender! Ma in fondo non è questo il mio lavoro; io i bartenders li devo gestire…

  • C’è qualcosa che ti manca dell’Italia? Pensi che potresti tornare a viverci?

Mi manca… la nonna! Mia nonna e i suoi tortellini, sicuramente. Mi mancano anche certe compagnie ma ora come ora rientrare in Italia non è nei miei piani. Qui mi trovo molto bene, è una seconda casa. Mi ricordo per esempio un aneddoto di qualche mese fa, quando ero in ferie proprio da mia nonna. Lei mi disse “dai, rimani un po’ di più qui…” e io risposi senza pensarci “no nonna, non posso… devo tornare a casa“. Mi sono sorpreso di aver detto questo! Ho realizzato che avevo detto “casa” riferendomi a Cork e non a Bologna. In fondo ho una famiglia qui: fondamentalmente composta dai miei clienti, dai miei amici e dai miei colleghi.

  • Che consigli daresti a un italiano che vorrebbe trasferirsi in Irlanda?

Rimboccati le maniche perché ce n’è bisogno. E per quanto riguarda la conoscenza dell’inglese non farne un problema. Se non sai l’inglese non disperare, l’importante è la tua attitudine personale. A volte per esempio arrivano ragazzi in cerca di lavoro insieme ad un amico che parla inglese per fargli da “interprete”. Non è la strada giusta, anche se non sei sicuro del tuo inglese devi dimostrare perlomeno di volerci provare. Personalmente non assumerei mai una persona del genere, perché mi sembrerebbe gli manchino gli attributi necessari per farcela in un mondo duro come questo, dove la gente è spesso ubriaca, ti parla in continuazione con l’accento di Cork che è francamente… imbarazzante! Anche se sai l’inglese in fondo quando arrivi qui è come ripartire da zero… perciò non preoccuparti!


Luca Cattaneo

1 COMMENT

  1. Ciao Fabio sono tibi (ungherese)ma sposata e vivo Napoli.lavorato ristorante famiglia.ora al Cork cercando lavoro .inglese non e tanto buona pero imparò molto velocemente.grazie tibi

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