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La crescita della Rebel City

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L’Irlanda è da sempre una meta turisticamente molto gettonata per la sua natura selvaggia e la sua tipicità culturale, ma per lungo tempo poco appetibile dal punto di vista lavorativo.
Considerando l’Eire, le attuali 26 contee della Repubblica d’Irlanda, è innegabile che esse siano state nel corso dei secoli sferzate dalle conseguenze di un’economia instabile e tendenzialmente povera. L’entrata nell’Europa comunitaria prima e la forte crescita avvenuta nella seconda metà degli anni ’90, periodo nel quale si è iniziato a parlare della “tigre celtica”, hanno reso l’Irlanda un luogo economicamente più attraente di quanto non fosse in precedenza ed una delle economie più dinamiche d’Europa.

Nel corso del nuovo millennio si sono susseguite una serie di forti crescite e traumatiche frenate. Dal 2014 il GDP, Gross Domestic Prodouct (il Prodotto Interno Lordo), ha ripreso a crescere toccando nello scorso biennio punte superiori al 7% dopo il brusco stop a cavallo tra il 2008 e il 2013.
Le stime per il 2016 e 2017 parlano di una crescita un poco meno accentuata ma pur sempre superiore alla media europea che dovrebbe assestarsi sopra il 4% annuo.
In una dinamica di crescita, alla quale gli europei mediterranei non sono abituati, le opportunità di lavoro possono essere molteplici specialmente allontanandosi dalla capitale Dublino, la quale ha già accolto negli anni passati numerosi stranieri alla ricerca della propria strada.

Cork, la seconda città del paese con circa 200mila abitanti nella sola area urbana, è caratterizzata da buoni standard di vita.
Una tassazione molto bassa per le compagnie straniere che decidono di investire qua i propri denari, l’aliquota è al 12.5%, ha attirato nell’area molti colossi della tecnologia e del commercio a porre la propria sede nella Rebel City.
Apple, per esempio, ha qua nel Munster il suo quartier generale per l’Europa ed è uno dei maggiori datori di lavoro della città assieme alle aziende pubbliche. L’azienda di Cupertino non è la sola, come molte altre infatti è alla costante ricerca di lavoratori di diverse nazionalità e lingue per far parte delle diverse squadre che offrono supporto e sviluppo per i vari mercati nazionali.

Cork si fa notare non solo nel campo della tecnologia ma anche nella cultura, è infatti presente una prestigiosa università, la University College of Cork, eletta più volte università dell’anno per l’Irlanda e presente nell’elenco delle migliori università europee.

Per chi pensasse che è possibile ritagliarsi uno spazio solo attraverso posizioni di lavoro da ufficio si sbaglia. Parlando con un qualsiasi locale si riscontra una grande necessità di lavoratori manuali quali operai ed elettricisti.

I lavoratori godono di buoni livelli salariali, spesso maggiori di chi è attivo nei settori trainanti del paese. La contea inoltre è storicamente attiva sia nell’agricoltura che nell’allevamento del bestiame, ma anche nella pesca e nelle produzioni dell’agroalimentare.

Dal 2000 al 2014, dati del Central Statistic Office, il reddito pro capite nella contea è passato da poco più di 16000€ a quasi 26000€. Cork è al momento sulla cresta dell’onda e può ben valer la pena cavalcarla.

Fonti: corkchamber.ie, independent.ie, irishtimes.ie, tradingeconomics.com, ucc.ie

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